Intervista a don Giovanni di Michele S.J. 88 anni amico di S. Marinella e di Papa Leone XIV

di Livio Spinelli e Marilena Curti

Nell’antico borgo medioevale di Torre in Pietra, sulla Via Aurelia a due passi da Roma, nel cuore della Diocesi di Porto-S.Rufina, il professor Livio Spinelli e la Giornalista Marilena Curti hanno intervistato, lo scorso 21 settembre 2025, Don Giovanni Di Michele S.J. Un grande amico capace di coinvolgere i giovani in tantissime iniziative dallo sport, all’associazionismo cattolico, e in mille altre attività, che alla veneranda età di 88 anni, torna ai suoi lettori con due opere: i suoi “135 Incontri con Gesù” (aprile 2023) e “La Chiesa incarnata del Conciclio Vaticano II nel 3° Millennio” di cui è stato coautore (giugno 2025), qui in foto. 

Don Giovanni dopo S. Marinella (Roma) è stato Parroco a Cesano (Roma) nella Chiesa di S. Giovanni Battista, dove spesso veniva affiancato e aiutato da Don Robert Prevost, oggi Papa Leone XIV. Ecco alcune domande dell’intervista integrale tutt’ora pubblicata su YouTube: 

Lei ha avuto come Vice Parroco a Cesano Don Prevost, cosa ricorda e cosa vorresti dirgli? 

Quando ero Parroco a Cesano, alcuni Agostiniani venivano ad aiutarmi per la Messa domenicale, la benedizione delle case e l’insegnamento del catechismo, e tra i questi c’era anche Don Robert Prevost, oggi Papa Leone XIV, come si vede in alcune foto. Oggi ci troviamo in un momento storico tra i più difficili, con una guerra globale atomica alle porte, Don Prevost – oggi Papa Leone XIV – lo sto seguendo, si trova di fronte a una situazione mondiale difficilissima, è un uomo di una intelligenza e di una profondità incredibile. Oggi il compito che si chiede al Papa di fermare le guerre è un compito incredibilmente difficile. ‘Don Robert’ un giorno vorrei incontrarlo a tu per tu e parlare della sua difficile missione. Il nostro Vescovo Gianrico Ruzza che di recente lo ha incontrato, gli ha ricordato di quando lui aiutava Don Giovanni a Cesano, e il Papa gli ha risposto: “Io di quella esperienza a Cesano sono molto contento”. Io però aspetto per incontrarlo, perché lui per adesso ha molto da fare.

Quali sono i punti chiave del volume sul Concilio Vaticano II e perché la Chiesa Romana non accetta il sacerdozio femminile? 

Qual è il filo conduttore dei suoi 135 Incontri? 

“L’Amore come motore del mondo, come fine ultimo, omnicomprensivo, oltre ogni confine umano”. Il senso della vita è amare.

Come potè accadere, nel 1056, l’episodio tra il nostro Vescovo Umberto di Silva Candida (oggi Diocesi di Porto S.Rufina), e il Patriarca di Costantinopoli Michele Cerulario, a Costantinopoli, nella Basilica di S.Sofia che diede adito al Grande Scisma d’Oriente?

Don Giovanni, nei suoi Incontri descrive le relazioni umane di Gesù, con amorevole profondità esistenziale, da cui emerge un ritratto straordinariamente “umano” del Figlio di Dio, tangibile ed immediato, basato sulla quotidianità, sul messaggio vero e universale di speranza e conforto, vivo oggi come allora.

L’ultimo incontro, il numero135 è il suo, dice Don Giovanni: “Quando mi troverò davanti a Lui dovrò rendergli conto e rispondere alle Sue domande, ma … anch’io avrò qualche domanda da fare Lui”. 

Nel saggio sul Concilio Vaticano II egli affronta alcuni temi cruciali quale il ruolo delle Donne nella Chiesa, il Sacerdozio Femminile e del perché ai Sacerdoti non è concesso sposarsi. Questo Concilio ha segnato il passaggio dalla Chiesa tradizionale “ecclesiocentrica”, del 2° millennio, dove i Papi, hanno curato più la tradizione storica del papato, che il messaggio evangelico cristiano, a una Chiesa del 3° millennio, fortemente incentrata sul messaggio di Gesù. Il Concilio Vaticano II è uno spartiacque: l’alba di una nuova Chiesa, improntata sull’insegnamento evangelico di Gesù, aperta ai problemi del mondo, proiettata al popolo dei fedeli, al passo con tutte le questioni inerenti lo scenario socio-politico internazionale, la giustizia sociale, il lavoro, la dignità della vita umana e il rispetto tra gli individui. Questi due straordinari volumi mirano a far comprendere l’evoluzione della Chiesa e la missione evangelica operata dal Cristianesimo, dai tempi di Gesù fino ai nostri giorni, a noi, che Lo incontriamo ogni giorno sul nostro cammino, nello sguardo di un bambino, di un anziano, di un bisognoso, e di chi soffre, coinvolgendoci con generosa empatia ai problemi dell’umanità. 

Cronaca Redazionale:

L’attuale articolo fa seguito a quanto già pubblicato a pagina 25 del N° 151 di fine Settembre 2025.


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