di Rossella Vezzosi
Nostra corrispondente da Strasburgo
Si è svolto il 14 dicembre a Berlino un vertice di oltre cinque ore tra Stati Uniti e Ucraina, dedicato a un piano di pace in 20 punti e ai principali dossier economici.
All’incontro hanno partecipato il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, l’inviato speciale USA Steve Witkoff, Jared Kushner e rappresentanti dei due Paesi.
Le delegazioni al termine di questa giornata hanno parlato di “progressi significativi”.
La Germania ha ospitato poi, il giorno successivo, 15 dicembre anche i colloqui del vertice più ampio con leader europei e rappresentanti UE, fra i quali anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e Nato. I colloqui rientrano in un percorso negoziale avviato con precedenti incontri in Svizzera e negli Stati Uniti: a novembre a Ginevra era stato aggiornato un quadro di pace, poi discusso a dicembre a Mosca con il presidente della Russia Vladimir Putin e in successivi incontri in Florida. I negoziati procedono lentamente ma i progressi sono evidenti tanto che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che un accordo è “più vicino che mai”.
Trump spinge con forza per chiudere il dossier, esercitando una forte pressione sia sugli europei, che cercano di restare centrali nei negoziati, sia su Volodymyr Zelensky, costretto a muoversi con grande cautela e a fare concessioni per non perdere il sostegno fondamentale degli Stati Uniti, soprattutto in ambito di intelligence e difesa aerea. Il presidente ucraino ha già accettato l’idea di non entrare nella Nato e di organizzare elezioni, ma resta un punto di forte contrasto: le concessioni territoriali. Kiev rifiuta sia di cedere territori che la Russia non ha conquistato sul campo sia di riconoscere come russi quelli occupati.
Di fronte a margini di manovra molto limitati, l’Ucraina propone di congelare l’attuale linea del fronte invece di cedere regioni. Zelensky stesso pur ammettendo che le posizioni sulle questioni territoriali restano diverse, sottolinea che il dialogo è comunque produttivo. L’obiettivo di Kiev è rinviare il tema dei territori e concentrarsi su un cessate il fuoco e su solide garanzie di sicurezza.
Su questo punto i negoziati sembrano avanzare: gli Stati Uniti avrebbero proposto garanzie di sicurezza molto forti per l’Ucraina, considerate accettabili anche dalla Russia e paragonabili a un meccanismo simile all’articolo 5 della NATO. Gli europei, invece, propongono di guidare una forza internazionale, con il sostegno americano, per controllare il cessate il fuoco e prevenire nuove offensive russe.
I leader Ue hanno approvato nel Consiglio europeo del 18 e 19 dicembre 2025 a Bruxelles un prestito a tasso zero di 90 miliardi di euro all’Ucraina per il 2026-2027, per coprire spese militari e di bilancio. L’Ue si finanzierà sui mercati tramite cooperazione rafforzata. Il rimborso avverrà solo dopo i risarcimenti russi; in caso contrario, potranno essere usati i beni russi congelati. Previsto l’opt-out per Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia. Orbán ha criticato l’accordo, mentre i leader Ue lo considerano un segnale forte di sostegno a Kiev. Per l’Unione europea, il sostegno alle spese di bilancio ucraine è parte di una strategia che punta a garantire la stabilità del Paese e a creare le condizioni per una pace duratura.

On 14 December, a summit was held in Berlin between the United States and Ukraine focusing on the peace plan and key economic issues, with the participation of Ukrainian President Volodymyr Zelensky and US representatives. At the end of the meeting, the parties spoke of significant progress.
On 15 December, Germany hosted a broader meeting with European leaders, the EU and NATO, as part of a negotiating process launched in previous months and also discussed with Russian President Vladimir Putin.
According to US President Donald Trump, an agreement is closer, although negotiations remain complex. Zelensky has agreed not to join NATO and to hold elections, while rejecting territorial concessions and proposing to freeze the current front line.
The United States is pushing for strong security guarantees for Kyiv, while Europe is considering an international force to monitor the ceasefire.
Finally, the EU has approved a €90 billion zero-interest loan to support Ukraine in the 2026–2027 period, as a sign of support and stability.
Nota Redazionale
Abbiamo a disposizione una piccola rimanenza dell’immagine del francobollo dell’Ucraina riprodotta in foto. Immagine, già distribuita nel 2022, da inviare in omaggio al richiedente facente parte dei circa 100 abbonati del cartaceo.


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