L’India – Il Gange – Il Giubileo Induista da inizio secolo al 2025

Ultima giornata del Kumbh Mela (24 gennaio 2001) dove decine di milioni di persone fanno il bagno purificatore nel Gange.

In foto il Bagno finale del “Kumbh Mela” con 50 milioni di esseri umani a caccia dell’immortalità.

Per noi occidentali l’immagine di questa folla di indiani che si accalca sulle rive del Gange rappresenta uno spettacolo straordinario, unico al Mondo. Si tratta del miracoloso “GIUBILEO INDUISTA” quest’anno, 2025, in contemporanea con il Giubileo Vaticano.

Siamo nel gennaio 2001 nella città di Allahabad, città dell’Unione Indiana, dove vi sono oltre mezzo milione di abitanti, alla confluenza del fiume Jumna nel Gange. Si tratta di un importante centro di tradizione religiosa e culturale ben collegato per ferrovia con le principali città dell’India settentrionale, sede di università dal 1887.

Fiume sacro, il Gange, dove le rive sono dotate di gigantesche scalinate sulle quali i pellegrini si ammassano. Si potrebbe paragonare alla popolazione dell’Italia messa insieme.

Dai calcoli di treni, autobus, aerei e auto passate sul ponte a pedaggio che collega il resto del mondo a quello che è stato chiamato il Giubileo induista si parla di cifre attorno ai trenta milioni. Che dunque diventerebbero almeno 50 a fine febbraio quando tutto sarà finito. Di tutti i Vip che erano attesi non si è vista l’ombra né sarebbe stato facile tenerli isolati dalle interminabili catene umane che a tratti sembravano esplodere. I poliziotti avevano creato degli sbarramenti all’imbocco dei pontoni mobili per permettere ai pellegrini di seguire diverse vie in direzione del sacro Gange. 

Decine di migliaia sono stati i sandali smarriti lungo la strada per l’impossibilità materiale di risalire la corrente umana travolgente come la piena dei due fiumi sacri che invece, in questa stagione, se ne stanno tranquilli a contemplare l’invasione di corpi che dall’acqua cercano una benedizione per suggellare il loro patto con Dio.

Decine di milioni di persone fanno il bagno purificatore nel Gange.

Kumbh Mela, mezzo miliardo di fedeli al giubileo indiano del 2025.

La metropoli indiana di Prayagraj, il 13 gennaio 2025, ha accolto oltre quattrocento milioni di Pellegrini per il Kumbh Mela ritenuto il più grande raduno religioso nella storia dell’umanità nei 900.000 km2 dove i fedeli si bagnano nelle acque del fiume Gange per avvicinarsi alla “Liberazione”, che si celebra ogni sei anni. Ogni 12 anni il più raro, il più completo ed imponente con una periodicità di 144 anni. Per la prima volta, quest’anno, centinaia di droni hanno registrato fino a cento metri sotto il livello dell’acqua. Prayagraj è solo una delle città dove ogni tre anni si celebra il Kumbh Mela, ma di gran lunga la più importante. «Secondo la tradizione, nella lotta tra dei e demoni per il possesso dell’elisir dell’immortalità, alcune gocce della pozione caddero sulla terra, nei quattro luoghi dove oggi si svolgono le cerimonie», spiega Shwetank Rao Tripathi aka Monu, guida locale di Varanasi. «Nei pressi di Prayagraj si fondo le acque di tre fiumi sacri: Gange, Yamuna e Saraswati». Il Giubileo e il Kumbh Mela 2025, pur nelle loro essenziali differenze, rappresentano l’universale bisogno umano di trascendere il quotidiano e avvicinarsi al Sacro. Indipendentemente dalla fede o cultura, la spiritualità ha il potere di unire, ispirare e trasformare.

LA TESTIMONIANZA E GLI AUGURI DI TARA GANDHI

di Sandro Sassoli

Tara Gandhi, nipote del Mahatma, e,
a destra, il nostro collaboratore.

Riceviamo da New Delhi, sul dialogo interreligioso e il significato del Giubileo 2025, questa profonda testimonianza di Tara Gandhi, nipote diretta di Mohandas Karamchand Gandhi, detto il Mahatma, Grande Anima. A cura del giornalista Sandro Sassoli, collaboratore del nostro periodico e amico di antica data della signora Gandhi.

“Noi siamo tutti figli di un unico Dio. E pertanto il Cristianesimo e l’Induismo rappresentano un unico mondo per me. Abbiamo differenze nella nostra lingua, nella nostra cultura, nel luogo geografico e nella storia, ma non ci sono differenze nel nostro cuore. C’è qualcosa che non può essere definito e che però ci fa sentire che noi siamo uniti. Il messaggio di Cristo è lo stesso che il Mahatma Gandhi perseguiva, basato sull’Amore, l’uguaglianza, la compassione e il perdono.

Tutto il mondo sta attraversando attualmente un periodo molto difficile. È un mondo che vive continuamente nella paura. E Gandhi ha sempre detto che la paura è l’esatto contrario dell’Amore.

Con questa bella occasione che mi è stata data oggi di unire i nostri ponti di affetto e amicizia, vorrei anche inviarvi i miei migliori Auguri per le festività e il prossimo anno 2026, che auspico ricco di significati e sempre rivolto all’Amore”.

Vostra Tara Gandhi Bhattacharjee


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