IA ACT LA PRIMA LEGISLAZIONE SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

L’Unione Europea ha recentemente siglato un accordo storico sul “A I Act”, un’intesa normativa innovativa che regola l’intelligenza artificiale (IA) nel continente. Questa è la prima volta a livello mondiale che viene adottata una legge specifica per definire limiti e norme per questo settore in rapida evoluzione. La proposta di regolamento, presentata dalla Commissione europea nell’aprile 2021, ha definito l’IA come un software sviluppato tramite tecniche come l’apprendimento automatico, capace di generare risultati che influenzano gli ambienti con cui interagisce. Nel dicembre 2023, eurodeputati e Stati membri dell’UE hanno raggiunto un accordo su una proposta di regolamento per disciplinare l’IA. La strategia europea si concentra sull’equilibrio tra lo sviluppo dell’IA e la protezione dei diritti umani fondamentali. Emergono infatti pratiche controverse come il riconoscimento biometrico di massa e la diffusione di video deepfake. L’UE mira a creare un mercato unico dei dati per l’IA, seguendo il modello del GDPR (General Data Protection Regulation) del 2016. La legge europea sulla governance dei dati, l’EU Data Act, applicabile dal settembre 2023, ha già stabilito le regole per il riutilizzo di alcuni dati pubblici o in possesso del settore pubblico. L’UE intende ora investire sull’IA, con l’obiettivo di aumentare gli investimenti pubblici e privati a 20 miliardi di euro all’anno. Si stanno mobilitando per questo i programmi di finanziamento dell’UE, con proposte di destinare almeno 1 miliardo di euro all’anno a progetti di IA. L’UE ritiene che le nuove tecnologie legate all’IA offrano numerosi vantaggi sociali ed economici, ma riconosce anche i rischi per i diritti fondamentali come la dignità umana e la privacy. L’approccio europeo si basa sulla valutazione dei rischi associati all’IA. Nell’accordo del dicembre 2023, si distinguono quattro categorie di rischio, con norme specifiche per ciascuna. “In un momento in cui le grandi aziende tecnologiche lanciano l’allarme sulle proprie creazioni, l’Europa ha proposto una risposta concreta ai rischi che l’IA comincia a rappresentare”, ha dichiarato Brando Benifei, relatore del regolamento sull’intelligenza artificiale. Gli Stati membri hanno convalidato l’accordo nel febbraio 2024 e gli eurodeputati dovranno adottarlo in sessione plenaria prima delle prossime elezioni europee del 9 giugno 2024, affinché il regolamento possa essere attuato.

L’Union Européenne a récemment adopté l’”AI Act”, la première législation au monde sur l’intelligence artificielle, qui établit des normes et des lignes directrices pour le secteur. La proposition, présentée en avril 2021, définit l’IA comme un logiciel capable de générer des résultats influents dans des environnements spécifiques. Les députés européens et les États membres sont parvenus à un accord en décembre 2023, soulignant l’équilibre entre le développement de l’IA et la protection des droits de l’homme. La législation distingue quatre catégories de risques : inacceptable, élevé, faible et minimal, chacune étant assortie de règles spécifiques. La création d’un marché unique des données est une priorité, sur le modèle du GDPR de 2016. L’UE a pour objectif d’investir 20 milliards d’euros par an dans l’IA, en promouvant l’utilisation efficace des données et en mobilisant des programmes de financement. La législation sur l’IA a été validée par les États membres en février 2024 et doit être approuvée définitivement par les députés européens avant les élections européennes du 9 juin 2024. Si elle est approuvée, la réglementation entrera en vigueur progressivement, interdisant les systèmes d’IA à risque six mois après sa publication officielle.

Informazione redazionale relativa ad una tesi di laurea informatica discussa dal laureando Daniele Di Ottavio, all’Università de L’Aquila, il 16 marzo 2024 con la votazione di 110 e lode. Tesi di 99 pagine di cui si riporta la parziale pagina 68.

4.1 – Robot-Agent

È un’applicazione satellitare mediamente complessa che si avvale di altri satelliti per offrire un servizio di assistente virtuale in grado di ascoltare, vedere, parlare e infine azionare procedure e comandi sul suo sistema o su quelli di altri satelliti remoti. L’interfaccia web per l’applicazione è mostrata di seguito in Figura 13.

Figura 13: la schermata principale dell’applicazione catturata dal browser Chrome.

L’applicazione collabora con i moduli di detection (per le facce, il movimento ed i QrCode/BarCode avviati internamente ad SkRobot e con altri satelliti esterni destinati al servizio di speech-recognition basato su openai-whisper locale.


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